PROPRIETÀ INDIRETTA DELLA SOCIETÀ: COME AGIRE AI FINI DELL' ANTIRICICLAGGIO

Newsletter dell' 8 Gennaio 2020

Dallo scorso 10 novembre 2019 sono entrate in vigore le modifiche apportate alla disciplina anti-riciclaggio dal D.Lgs n.125/2019 che modifica i criteri di individuazione del titolare effettivo, oltre a prevedere specifici nuovi obblighi di comunicazione per gli Organismi di Autoregolamentazione.

L’individuazione del titolare effettivo: cosa cambia nella pratica
Per quanto riguarda le novità relative al titolare effettivo, le regole sull'identificazione sono rimaste immutate.
Quello che invece è cambiato, in base al D.Lgs n.125/2019, sono i criteri di individuazione del titolare effettivo, che riguarda i soggetti originariamente titolari di funzioni di direzione e amministrazione.

Chi è il titolare effettivo per i clienti diversi dalle persone fisiche
La definizione del titolare effettivo nasce dall’art.20 comma 1 del Decreto 231/2007 secondo cui: “per i clienti diversi dalle persone fisiche, coincide con la persona fisica o le persone fisiche cui, in ultima istanza, è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente ovvero il relativo controllo”.

La proprietà diretta nelle società di capitale
In questo caso sono le persone fisiche che detengono la titolarità di una partecipazione superiore al 25% del capitale del cliente.

La proprietà indiretta nelle società di capitale
In questo caso sono le persone fisiche che hanno la titolarità’ di partecipazioni per oltre il 25% del capitale del cliente, posseduto attraverso società controllate, fiduciarie oppure per interposta persona.


Come individuare il titolare effettivo in caso di impossibilità di attribuzione di proprietà diretta o indiretta
In questo caso il titolare effettivo va ricercato:
1) nella persona che controlla la maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria;

2) nella persona che controlla i voti sufficienti per un’influenza dominante in questa assemblea;

3) nella persona che, a seguito di particolari vincoli contrattuali, sia in grado di esercitare (in assemblea) un’influenza dominante.

In tutti i casi in cui non è possibile individuare il titolare effettivo con i criteri di cui ai punti 1,2,3,questi va individuato nelle “persone fisiche titolari, conformemente ai rispettivi assetti organizzativi o statutari, di poteri di rappresentanza legale, amministrazione o direzione della società o del cliente”.

I problemi pratici: le indicazioni operative da tenere presenti durante le verifiche
Le difficoltà possono sorgere quando nel corso delle verifiche può accadere (in ipotesi tutt'altro che infrequenti) che non sia possibile individuare il titolare effettivo attraverso il criterio della proprietà diretta.

Due sono gli scenari che si profilano, e che rappresentano un problema da risolvere affrontando più di un ostacolo.
1) nell'effettuare le verifiche si deve risalire la catena di controllo (con spazi di manovra ridotti al lumicino nel ricevere le informazioni) con l’obiettivo di ricercare le persone fisiche che possano essere indirettamente titolari di una percentuale di partecipazione superiore al 25%. Si deve in questo caso valutare la congruità e la correttezza delle dichiarazioni rilasciate dal cliente e sottoporre al vaglio le motivazioni di possibili discordanze e le successive mosse da effettuare;

2) dopo aver verificato che nessuna persona fisica risulti direttamente o indirettamente titolare di una percentuale superiore al 25%, si deve allora verificare l’esistenza di persone che possano controllare o esercitare un’influenza dominante in assemblea, assumendo quelle informazioni che ne costituiscono prova (ad esempio: copia di accordi di sindacato di voto o di patti parasociali).

In mancanza di queste figure si può considerare come titolari effettivi i soggetti dotati di poteri di amministrazione o direzione della società.


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