DAL 16 OTTOBRE VIA LIBERA AI PIGNORAMENTI

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Durante il lockdown le procedure esecutive hanno subito alcune modifiche per ciò che riguarda le scadenze e la possibilità di notificare gli atti verso Persone fisiche e Imprese.

PIGNORAMENTI E CORONAVIRUS: COSA PREVEDE IL TESTO LEGISLATIVO
La notifica di cartelle di pagamento, degli atti di pignoramento, del fermo amministrativo e delle iscrizioni ipotecarie è stata sospesa fino al 15 ottobre 2020 come disposto dal Decreto Agosto (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 14 agosto).

Pertanto le aziende che vorranno recuperare i propri crediti commerciali potranno dare corso ai pignoramenti mobiliari, immobiliari e presso terzi dal 16 ottobre 2020.
 
In questa prospettiva, trascorsi mesi che in mancanza di dati aggiornati rappresentano un’incognita, è opportuno che l’azione esecutiva venga preceduta dalla raccolta di informazioni sul debitore, per comprendere se l’impresa è ancora attiva e quali sono oggi gli asset in grado di soddisfare il credito vantato (tra questi il pignoramento dei conti correnti, di crediti vantati dall’azienda debitrice verso terzi, di immobili di proprietà).

L’azione esecutiva può riguardare società di capitali (tipico è il caso di pignoramento delle quote di una SRL), di persone (i soci di una snc, ad esempio, rispondono illimitatamente con i propri beni personali), ditte individuali, persone fisiche o associazioni/altri soggetti.

IL PIGNORAMENTO PRESSO TERZI
L’aggressione dei crediti presso terzi, rappresenta oggi una categoria ampia in cui rientrano una serie di risorse aggredibili quali rapporti di credito, i trattamenti previdenziali e retributivi, nonché le indennità a vario titolo; nel settore B2B, oltre agli elementi già citati, assume rilevanza la possibilità di aggredire i crediti noti e attivi vantati dal debitore verso altre imprese.
 
Nella gestione del credito verso persone fisiche, in casi particolari risultano aggredibili anche le polizze assicurative, purché sia stato stabilito il carattere di strumento finanziario del prodotto, in una misura preminente rispetto alla funzione di tutela e protezione (Cassazione, sentenza 10333/2018).
 
Una volta verificata l’esistenza di asset e risorse aggredibili sarà possibile dare corso un’azione esecutiva mirata alle risorse individuate con l’attività di ricerca.

QUALI SONO I RISCHI PER IL CREDITORE CHE NON EFFETTUA LE RICERCHE SUI BENI DA PIGNORARE?
Il rischio del creditore è di perdere tempo e denaro procedendo in assenza di informazioni certe e pignorando ad esempio conti correnti incapienti, crediti verso terzi inesistenti, rapporti lavorativi o trattamenti previdenziali non aggredibili.

Tra le best practices, mutuate dal mondo bancario e finanziario, rientra pertanto l’analisi della controparte attuata attraverso più piani di approfondimento:
 
- accertare la reperibilità della persona o l’operatività effettiva dell’impresa;
- definire il profilo reddituale e professionale delle persone o gli asset aggredibili nelle disponibilità dell’azienda, verificando gravami e situazioni particolari;
- accertare i precedenti eventi negativi relativi alla controparte.

 
In questa fase di ripartenza, le imprese creditrici potrebbero anche dover attualizzare la conoscenza della controparte, per comprendere l’impatto della fase di lockdown e accertare l’effettiva presenza delle risorse individuate prima dello stesso.

In quest’ottica si colloca il supporto offerto da Cheope, quale società di investigazione. La linea di iinformazioni e indagini patrimoniali è finalizzata a rendere disponibili i processi e le risorse più efficaci per dare corso al pignoramento.

L’esperienza e la collaborazione storica con Imprese e Professionisti rende Cheope un partner qualificato e compliant, capace di supportare esigenze di analisi puntuale, o creare col Cliente processi per l’analisi automatizzata del portafoglio crediti.

Particolare riguardo è posto alla natura del soggetto debitore, sia esso società di capitali, di persone, persona fisica o un soggetto diverso, quali ad esempio associazioni o condomìni.

IN CONCLUSIONE
La crisi da Covid-19 ha ridefinito le attività di recupero del credito: sia in una fase stragiudiziale dove alle aziende è richiesta maggior tolleranza e capacità di interpretare la situazione di difficoltà finanziaria; sia in quella giudiziale, condizionata dal rinvio obbligato delle attività di pignoramento.
 
Una persona fisica o un’azienda in grado di onorare i propri debiti al 9 marzo 2020 (data d’inizio ufficiale del lockdown) potrebbe non esserlo più dopo il ritorno all'attività produttiva e lavorativa post-lockdown.
 
Infatti gli effetti della sospensione delle attività, potrebbero avere inciso in maniera significativa sulla stabilità finanziaria di molti soggetti, per rivelarsi con grande impatto al momento della riapertura – fenomeni questi che sfuggono alla realtà dei dati ufficiali.

In questo contesto le INFORMAZIONI COMMERCIALI investigate rappresentano una RISORSA per l’IMPRESA: contattaci per conoscere meglio la nostra offerta.

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